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Il surf in Italia

Il surf in Italia

Il surf è una disciplina che in Italia sta raccogliendo ogni anno più appassionati: si stima che oggi sia praticato abitualmente da circa 30.000 – 50.000 persone. Ci è voluto qualche decennio per far esplodere questo sport anche sulle coste italiane, ma ciò non determina una minore passione per l’acqua e per le onde dei surfisti italiani.

Ma come è arrivato questo sport nel Bel Paese? 

La cultura del surf in Italia si sviluppa fra gli anni ‘60 e ‘70, probabilmente anche grazie alla diffusione della pop culture americana attraverso i nostri media. È infatti questo il periodo del rock ‘n’ roll da spiaggia, del twist e dei Beach Boys: il fascino per questa nuova cultura che stava prendendo sempre più piede nei locali italiani incuriosisce sempre di più gli amanti del mare. A coronare l’ascesa della passione per il surf in Italia è l’uscita nel 1978 del film “Un mercoledì da leoni” (Big Wednesday): la pellicola diventa presto un portale verso la cultura surf in Italia, imprimendo nelle menti degli appassionati non solo lo stile dei surfer, ma anche gli ideali di libertà e contatto con la natura che accompagnano questo sport. I primi coraggiosi iniziano a ripetere le gesta dei protagonisti del film, cercando di imitare non solo la tecnica, ma anche lo stile di vita da vero surfer.

Basta poco tempo per trasformare il surf da una tendenza passeggera ad una vera e propria costante nella vita di molte persone: ciò viene testimoniato dalla sempre più frequente nascita di associazioni sportive volte a diffondere la cultura surf ed insegnare la disciplina a ragazzi ed adulti. Grazie all’attività di queste associazioni ciò che in passato una persona apprendeva in autonomia in 3 anni, era in grado di impararlo dopo un solo anno di corso, accelerando di gran lunga la diffusione della cultura surf.

Il cast di 90210

Il trend sembra non trovare arresto, neanche a cavallo degli anni ‘90 e ‘00, quando una “nuova onda” di appassionati prende di mira le spiagge italiane, ispirati da nuovi cult della cultura popolare, come le serie tv americane ambientate sulle coste californiane quali “The O.C.” o “90210”.

Dal momento in cui il surf ha iniziato a popolare le spiagge italiane, sono avvenuti grandi sviluppi nella comunità di appassionati: nel 1991 nasce la prima associazione di surfisti (l’Italian Wave Surf Team), che ha rappresentato il nostro Paese nelle competizioni internazionali per molti anni. Il traguardo più grande nella disciplina lo si ha sicuramente nel 2015, quando nasce la Federazione Italiana Surf (FISW): un passo importante che ha segnato l’istituzione della disciplina a livello sportivo.

Oggi il surf è sempre più amato fra gli italiani, e molte spiagge italiane sono note all’estero per essere punti di incontro per i surfer internazionali. Grande ammirazione ha la Sardegna (considerata da molti come le Hawaii italiane), dove le stagioni migliori per surfare sono l’Autunno e la Primavera, poiché garantiscono le migliori condizioni metereologiche per favorire le onde giuste da cavalcare. Le migliori spiagge per surfare sono a Capo Mannu (Oristano) o Porto Ferro (Alghero): due spot di grande interesse non solo per le fantastiche onde che fanno venire i brividi agli amanti della disciplina, ma anche per i paesaggi che nulla hanno da invidiare ai panorami californiani. La Città del Surf però si trova nel Lazio: è stata ribattezzata così Santa Marinella (vicino a Civitavecchia). La città infatti ogni anno attrae migliaia di appassionati non solo per il mare e le sue onde, ma anche per i numerosi negozi specializzati e scuole di surf, che hanno permesso alla comunità di surfisti di crescere particolarmente in quest’area.

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