TAVOLA DA SURF - Guida alla scelta in base alle onde allo stile di surfata

TAVOLA DA SURF - Guida alla scelta in base alle onde allo stile di surfata

Quale tavola da surf scegliere? Guida in base alle onde e allo stile di surfata

Entrare in un surf shop e osservare una rastrelliera di tavole può essere disorientante. Shortboard sottilissime, fish larghi e corti, longboard da nove piedi, mid-length, twin-fin, groveler, step-up: forme molto diverse che, a prima vista, possono sembrare semplicemente interpretazioni differenti dello stesso oggetto.

In realtà, ogni elemento dello shape di una tavola influenza il modo in cui questa entra nell'onda, accelera, curva e mantiene il controllo.

Per questo motivo, chiedersi quale sia “la migliore tavola da surf” ha poco senso. La domanda più utile è un'altra:

Qual è la tavola più adatta alle onde che voglio surfare e al modo in cui voglio surfarle?

La risposta dipende dall'incontro di tre fattori: condizioni del mare, caratteristiche della tavola e stile del surfista.

Prima della tavola viene l'onda

Due onde alte un metro possono richiedere tavole completamente differenti.

Un'onda morbida e lenta offre poca energia e richiede una tavola capace di generare velocità facilmente. Un'onda della stessa altezza, ma ripida, cava e veloce, può invece richiedere maggiore controllo e capacità di adattarsi rapidamente alla parete.

Quando si sceglie una tavola bisogna quindi considerare non soltanto l'altezza dell'onda, ma anche potenza, velocità, pendenza della parete e tipo di break.

Un beach break poco potente, un point break lungo e regolare e un reef break veloce non presentano al surfista lo stesso problema.

La tavola diventa quindi uno strumento per sfruttare nel modo migliore l'energia disponibile.

Onde piccole e poco potenti: volume, superficie e scorrevolezza

Quando le onde sono piccole e deboli, uno degli errori più comuni è utilizzare una tavola troppo performante.

Le performance shortboard sono progettate principalmente per sfruttare l'energia dell'onda. Se questa energia manca, una tavola molto corta, stretta e con rocker accentuato può risultare lenta e richiedere continuamente al surfista di generare velocità.

In queste condizioni funzionano meglio tavole con maggiore volume, maggiore superficie planante e rocker relativamente contenuto.

Tipologia di tavole

Longboard

Il longboard rappresenta probabilmente l'esempio più evidente.
La lunghezza, il volume e l'ampia superficie permettono di remare con grande efficienza e di entrare nell'onda molto presto. Una volta in piedi, la tavola conserva facilmente velocità anche su sezioni poco potenti.
Ma il longboard non è semplicemente una soluzione per surfare quando le onde sono piccole.
È anche uno stile vero e proprio.
Trim, cross-step, noseriding e linee lunghe trasformano il modo di interpretare l'onda. Il surfista non cerca necessariamente di cambiare direzione continuamente: può invece utilizzare posizione e peso del corpo per lasciare scorrere la tavola lungo la parete.

Mini-malibu e funboard

Per chi desidera parte della facilità di un longboard senza arrivare alle sue dimensioni, mini-malibu e funboard rappresentano una soluzione intermedia.
Offrono buona capacità di remata, stabilità e ingresso anticipato nell'onda, mantenendo una maggiore maneggevolezza.
Per questo sono spesso utilizzati da chi sta imparando, ma considerarli esclusivamente tavole da principianti sarebbe riduttivo.
Nelle condizioni giuste possono essere estremamente divertenti anche per surfisti esperti.

Fish

Il fish occupa una posizione particolare nel mondo delle tavole da surf.
Tipicamente corto, largo e con un outline piuttosto pieno, nasce per generare molta velocità con relativamente poca energia proveniente dall'onda.
Il rocker spesso contenuto aumenta la superficie che lavora sull'acqua, mentre la larghezza aiuta la tavola a mantenere velocità nelle sezioni più morbide.
Il caratteristico swallow tail permette inoltre di mantenere una buona superficie nella parte posteriore pur offrendo due punti di uscita relativamente definiti.
Il risultato è una sensazione molto diversa da quella di una performance shortboard.
Un fish invita spesso a linee più ampie, accelerazioni rapide e un surf fluido, piuttosto che a una successione continua di manovre verticali.

Mid-length

Tra shortboard e longboard esiste un territorio enorme.
Qui troviamo le cosiddette mid-length, tavole che spesso privilegiano capacità di remata, glide e linee fluide senza raggiungere le dimensioni di un longboard tradizionale.
Una mid-length permette generalmente di entrare nell'onda prima rispetto a una shortboard e di generare velocità senza dover pompare continuamente.
Su point break e onde con pareti lunghe può essere particolarmente efficace.
Lo stile cambia di conseguenza.
Invece di cercare continuamente sezioni sulle quali effettuare manovre strette, il surfista può concentrarsi maggiormente su traiettoria, velocità e carving.
È un buon esempio di come la tavola non serva soltanto ad adattarsi all'onda: può cambiare completamente il modo di interpretarla.

Groveler

Chi vuole mantenere uno stile più vicino alla shortboard anche quando le onde perdono potenza può orientarsi verso un groveler.
Generalmente più largo e voluminoso rispetto a una performance shortboard, il groveler concentra molta superficie in una lunghezza relativamente ridotta.
Il risultato è una tavola capace di accelerare facilmente sulle onde piccole senza rinunciare alla possibilità di eseguire manovre tipiche dello shortboarding.

Shortboard

La performance shortboard moderna è progettata per offrire grande sensibilità e permettere rapidi cambi di direzione.
Rispetto alle tavole pensate per onde deboli presenta generalmente un outline più stretto, rails più raffinati e un rocker più pronunciato.
Queste caratteristiche diventano particolarmente utili quando l'onda è abbastanza potente da generare naturalmente velocità.
Il surfista può quindi concentrarsi sul controllo di quell'energia.
Bottom turn potenti, top turn, cutback stretti, manovre verticali e aerial richiedono una tavola capace di reagire rapidamente agli input del surfista.
Il vantaggio è la performance.
Lo svantaggio è che la tavola richiede generalmente più precisione e offre meno margine di errore.
Per questo motivo scegliere una performance shortboard soltanto perché è la tipologia utilizzata dai surfisti professionisti non è necessariamente una buona idea.
Una tavola deve essere adatta non soltanto all'onda, ma anche al livello tecnico del surfista.

Step-up

Aumentando dimensioni, velocità e potenza delle onde cambiano le priorità.
Non serve più generare velocità con ogni mezzo possibile. Spesso il problema diventa controllarla.
Qui entra in gioco lo step-up.
Uno step-up può essere considerato, semplificando, un'evoluzione della shortboard pensata per affrontare onde più grandi e potenti.
Generalmente aumenta la lunghezza e modifica la distribuzione del volume mantenendo un'impostazione orientata alla performance.
La lunghezza aggiuntiva aiuta nella remata e permette di entrare più efficacemente in onde che si muovono velocemente.
Allo stesso tempo, outline e rails devono permettere al surfista di mantenere controllo quando la velocità aumenta considerevolmente.
Su onde potenti la stabilità non significa necessariamente utilizzare una tavola larga e voluminosa.
Una superficie eccessiva può diventare difficile da controllare quando l'acqua esercita molta forza sulla tavola.
Lo shape deve quindi trovare un equilibrio tra capacità di ingresso nell'onda, velocità e controllo.

Gun

Quando le dimensioni diventano realmente importanti, le priorità cambiano ancora.
Le gun utilizzate nel big-wave surfing sono generalmente più lunghe e caratterizzate da outline relativamente stretti.
La lunghezza aiuta il surfista a raggiungere la velocità necessaria durante la remata e a entrare nell'onda abbastanza presto.
Una volta in piedi, però, la tavola deve rimanere stabile a velocità estremamente elevate.
Il problema non è più quello tipico delle onde piccole — creare velocità — ma quasi l'opposto: gestire l'enorme quantità di energia prodotta dall'onda.
È per questo che una gun non deve essere interpretata semplicemente come una shortboard più lunga.
La distribuzione del volume, l'outline, il rocker, i rails e il tail sono progettati attorno a esigenze differenti.

Capire una tavola: le caratteristiche fondamentali

Conoscere le categorie è utile, ma comprendere gli elementi dello shape permette di capire veramente perché una tavola funziona in determinate condizioni.

Volume

Il volume viene espresso in litri ed è uno dei valori più utilizzati nella scelta di una tavola.
Più volume significa generalmente maggiore galleggiamento e una remata più semplice.
Ma due tavole con lo stesso volume possono comportarsi in maniera completamente diversa.
La posizione di quel volume è importante quanto la quantità totale.
Per questo motivo scegliere una tavola basandosi esclusivamente sui litri può essere fuorviante.

Rocker

Il rocker è la curvatura longitudinale della tavola osservata lateralmente.§
Un rocker relativamente piatto favorisce generalmente velocità e scorrevolezza, caratteristiche molto utili nelle onde meno potenti.
Un rocker più accentuato permette invece alla tavola di adattarsi meglio alla curva di onde ripide e facilita alcune manovre.
Il prezzo da pagare è una maggiore resistenza all'avanzamento.

Rails

I rails, cioè i bordi della tavola, determinano in larga misura il modo in cui questa interagisce con l'acqua durante una curva.
Rails più pieni possono offrire galleggiamento e tolleranza, mentre rails più sottili permettono generalmente una penetrazione più precisa nell'acqua.
Anche qui non esiste una soluzione migliore in assoluto.
Dipende da ciò che si vuole ottenere.

Tail

La forma della coda modifica superficie, controllo e capacità della tavola di rilasciare l'acqua.
Squash, round, pin, swallow e altre geometrie producono sensazioni differenti.
Un tail con maggiore superficie può aiutare a generare velocità nelle onde meno potenti; riducendo la superficie si può invece aumentare il controllo quando l'onda diventa più potente.
Sono comunque generalizzazioni: il tail deve sempre essere interpretato insieme al resto dello shape.

Pinne

Cambiare configurazione delle pinne può trasformare radicalmente il comportamento della stessa tavola.
Un single-fin privilegia generalmente linee pulite e una sensazione classica.
Un twin-fin punta su velocità e libertà. Genera velocità nelle onde piccole e medie senza perdere manovrabilità
Il thruster, con tre pinne, offre un equilibrio tra controllo e manovrabilità che lo ha reso per decenni uno standard dello shortboarding.
Il quad, con quattro pinne, può combinare velocità e tenuta, risultando particolarmente interessante in determinate onde veloci o potenti.
Non bisogna però considerare soltanto il numero delle pinne: dimensione, forma, posizione e caratteristiche delle singole pinne modificano ulteriormente il comportamento della tavola.

La stessa onda, tavole completamente diverse

Qui emerge forse l'aspetto più interessante della scelta di una surfboard.
Immaginiamo una parete pulita, lunga e sufficientemente potente.
Un surfista con una performance shortboard potrebbe cercare sezioni verticali, effettuare un bottom turn profondo e colpire il lip.
Un surfista con un twin-fin potrebbe cercare velocità, traiettorie più aperte e grandi carve.
Con una mid-length la stessa onda potrebbe diventare un esercizio di flow e scelta della linea.
Con un longboard, invece, il surfista potrebbe cercare trim, cross-step e noseriding.

L'onda è la stessa. Ciò che cambia è l'interpretazione.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del surf.

Tavola e condizioni: una guida rapida

Condizioni o obiettivo

Tavola indicativa

Caratteristiche principali

Onde molto piccole e morbide

Longboard

Glide, volume, ingresso anticipato

Onde piccole

Mini-malibu / Funboard

Facilità, stabilità, versatilità

Onde piccole + surf performante

Groveler

Accelerazione, volume, manovrabilità

Onde medio-piccole + velocità

Fish / Twin-fin

Flow, velocità, linee ampie

Pareti lunghe e pulite

Mid-length

Glide, carving, capacità di remata

Onde medie e potenti

Performance shortboard

Precisione, reattività, verticalità

Onde più grandi e potenti

Step-up

Paddle, controllo, tenuta

Onde molto grandi

Gun

Stabilità ad alta velocità, ingresso anticipato

Surf classico

Longboard

Trim, cross-step, noseriding


Questa tabella deve essere considerata come un punto di partenza e non come una regola matematica.
Peso e altezza del surfista, livello tecnico, caratteristiche specifiche dello spot e preferenze personali possono modificare considerevolmente la scelta.

Non scegliere soltanto in base alla lunghezza

Dire “surfo una 6'0” dice sorprendentemente poco sulla tavola.
Due surfboard della stessa lunghezza possono avere larghezza, spessore, volume, rocker, rails, bottom contour e tail completamente differenti.
E quindi comportarsi in maniera completamente diversa.
Lo stesso vale per il volume.
Una tavola da 32 litri progettata per onde piccole non equivale necessariamente a una performance board da 32 litri.
Per comprendere realmente una tavola bisogna considerarla come un sistema nel quale ogni elemento dello shape interagisce con gli altri.

La tavola giusta è quella che permette di surfare l'onda nel modo desiderato

La scelta di una surfboard non dovrebbe quindi partire dalla domanda “qual è la tavola migliore?”, ma da tre domande molto più concrete:

Che tipo di onde surferò più frequentemente?
Qual è il mio livello tecnico?
Come voglio surfare quelle onde?

Da qui diventa molto più semplice orientarsi.

Se l'obiettivo è prendere moltissime onde piccole e sfruttare ogni minima sezione, volume e superficie diventano alleati.

Se si cerca velocità e flow, un fish o un twin-fin possono cambiare completamente l'esperienza.

Se l'obiettivo è un surf verticale e aggressivo su onde potenti, una performance shortboard diventa uno strumento molto più appropriato.

Se aumentano dimensioni e potenza, step-up e gun introducono progressivamente maggiore controllo e capacità di gestire velocità elevate.

E se ciò che interessa sono linee lunghe, glide e un rapporto differente con la parete dell'onda, longboard e mid-length aprono possibilità completamente diverse.

Alla fine, costruire un quiver non significa semplicemente possedere più tavole.

Significa avere strumenti differenti per interpretare onde differenti.

Ed è forse questo il punto più importante: la tavola non è soltanto ciò che ci permette di surfare un'onda.

È ciò che determina, almeno in parte, come decidiamo di surfarla.

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