WIJI PEOPLE! Puntata n° 2, con Jack Jaselli

WIJI PEOPLE! Puntata n° 2, con Jack Jaselli

Saluti a tutti voi Urban Surfers! WIJI PEOPLE torna con un nuovo ospite speciale che ci ha aperto le porte del suo studio e del suo mondo, incentrato sulla musica e sul viaggio: Jack Jaselli!



Musicista, cantautore, autore e artista a 360 gradi. Dopo numerosi album, documentari e libri che uniscono la musica ed il viaggio, Jack ad oggi è anche istruttore di tecniche di mindfulness.
Di questo e molto altro abbiamo parlato nel corso di un’intervista, curata dalla nostra WIJI Ambassador Ilaria, nella quale il cantautore milanese racconta la sua affascinante carriera ed il suo forte legame con la natura.

⁓ Ilaria: Jack, tu sei quello che si suol dire un artista a 360°: musicista, cantautore, autore e anche istruttore di tecniche di mindfulness. Hai creato un tuo mondo sin da quando dopo esserti laureato in filosofia hai deciso di intraprendere una serie di viaggi, filo conduttore della tua via e della tua carriera. Qual'é quello che più ti é rimasto impresso e che ti ha lasciato qualcosa che ti porti dietro ancora oggi?

 ⁓ Jack: Come dici bene tu sono stati tanti viaggi e a dire la verità ho iniziato ancor prima della laurea, quando durante il periodo universitario mi prendevo alcuni mesi per allontanarmi da Milano, sia per fare esperienze che invece guardando più alla musica, anche per provare a suonare le mie canzoni in contesti diversi da quello della mia città. Ai tempi scrivevo solo in Inglese e per me fu un banco di prova importante per capire se la mia musica venisse recepita anche in quei Paesi che lo parlano come madrelingua. Uno dei viaggi che più mi è rimasto impresso, proprio perché parliamo di Surf, é stato infatti quello in Australia. Fu un viaggio che mi mise a contatto con la natura, con le onde, con il mare e fu per me una fonte di ispirazione enorme che mi fece per la prima volta riflettere sull'incontro tra la musica ed il viaggio.

⁓ Ilaria: Nell'artista a 360 che sei, nasci come cantautore e nel 2018 dopo tre album pubblicati in lingua inglese, fai uscire il tuo primo album in italiano, "Torno a casa". Come mai questo cambiamento e questo ritorno alla tua madrelingua per questa produzione a te oltretutto molto cara? 

⁓ Jack: Era arrivato il momento, sentivo il bisogno di tornare a cantare nella mia lingua "parlata". In realtà ho sempre sentito l'Inglese come mia "madrelingua musicale", era il mio linguaggio principale in termini di sonorità. Pero' poi lavorando anche con dei colleghi e artisti italiani, tra cui Lorenzo Jovanotti con cui abbiamo scritto dei brani per la colonna sonora di "L'estate addosso" di Muccino, sono stato spronato a cantare in italiano e dunque ho deciso di fare nuovi esperimenti e giocare con le parole della mia lingua. È stato qualcosa che andò fuori dalla mia confort zone, così come poi lo è stato anche il tour di "Torno a casa"; un tour a piedi per l'Italia partendo da Milano e giungendo a Roma suonando lungo le tappe.

⁓ Ilaria:  "Torno a casa" non é soltanto un album ma ha dato successivamente vita ad un documentario uscito su Discovery ed anche ad un libro, "Torno a casa a piedi" nel quale racconti la tua storia e questo tuo tour partito col zaino e chitarra sulle spalle.

 ⁓ Jack:  Si, é stato proprio un'esperimento. Dopo essermi dedicato ad un album in italiano, per me diverso, anche il tour doveva essere in un certo senso particolare. Sai, i tour nei quali percorri kilometri e kilometri su ruote, scendi, suoni e poi riparti possono essere talvolta in un certo senso alienanti. Invece quest'idea di arrivare nelle tappe a piedi dopo un percorso mio personale ed introspettivo lo hanno reso cosi' speciale, conoscendo persone lungo la strada e suonando in posti anche insoliti che per me sono stati un tempio buddhista, una legatoria, una yurta, un carcere femminile, cosi' come diversi spot in mezzo ai boschi. Era un incontro, uno scambio bellissimo tra la mia musica e le persone che incontravo lungo il percorso, che ho voluto mettere per iscritto.

⁓ Ilaria:  I viaggi sono composti da tantissimi ingredienti che lo rendono speciale. Dai luoghi, alle persone, ai profumi, alle sensazioni. Quali sono quelli che hanno reso i tuoi viaggi indimenticabili e che ti sono rimasti maggiormente impressi?

⁓ Jack:  Una sensazione particolare c'è stata. A posteriori la riconosco in una deviazione che ho voluto fare dalla via Francigena, sempre a piedi, quando ero in Toscana. Sono voluto passare per Pomaia dove si trova un tempio buddhista nel quale ho avuto il piacere di suonare per i monaci e per le monache residenti. Lì ho scoperto che si teneva anche un Master in neuroscienze e meditazione, in collaborazione con l'Università di Pisa. È stato il seme di un nuovo capitolo importantissimo nella mia vita...

⁓ Ilaria:  Un nuovo percorso come istruttore di tecniche di mindfulness, a cui tu tieni tantissimo. Ti chiedo se vuoi spiegarci innanzitutto in cosa consiste e quali benefici puo' portare.

⁓ Jack:  È una domanda da un milione di dollari... é una cosa ma non é una cosa. Se vogliamo utilizzare la definizione di Jon Kabat-Zinn che é colui che ha portato alcune componenti e alcuni programmi di mindfulness in occidente, "la mindfulness é la capacità, l'esperienza, l'attitudine che abbiamo tutti intrinseca, di vivere ponendo la nostra attenzione sul momento presente in maniera intenzionale e senza giudizio".  Detta così puo' sembrare semplice ma se pensiamo di vivere i momenti del nostro quotidiano senza una qualsiasi forma di giudizio diventa qualcosa di ben più complesso e difficile. In sostanza possiamo tradurla in italiano come una "consapevolezza" che possiamo nutrire e far fiorire con una serie di tecniche e di programmi che in realtà non devono necessariamente avere uno scopo ma che servono ad incontrare gli eventi della vita nei quali inevitabilmente ci imbattiamo, in maniera un po' più saggia.

⁓ Ilaria:  Sei anche un grande appassionato di libri. Ti chiedo se ce ne è stato uno in particolare che abbia ispirato il tuo "Torno a casa a piedi" e se ce ne sono altri che ti piacerebbe consigliare a tutta la nostra community di WIJI.

⁓ Jack:  Anche questa è una domanda molto difficile. Il mio libro in realtà é un racconto della mia esperienza e pertanto non mi sono ispirato in realtà a particolari autori. Invece sono due i libri che mi sentirei di consigliare alla community di WIJI, uno parla di mare da una prospettiva un po' diversa, é un libro di Bruno Munari che si chiama "Il mare come artigiano", che parla di oggetti che lui ha raccolto dal mare, come sassi, cime, conchiglie. Tutti oggetti che dopo esserseli presi, il mare dopo un po' ce li restituisce in una forma levigata, cambiata e sempre diversa. Io credo che chi faccia Surf sappia che lo stesso accade con il suo animo una volta che entra in mare per la prima volta e credo che succeda un po' la stessa cosa con la vita e con la musica: a volte la vita ci mette davanti ad eventi o esperienze alle quali poi tramite la musica riusciamo a dare poi una forma, un'interpretazione.
L'altro libro che vi suggerisco é invece "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M. Pirsig che é un libro che va letto per alcune intuizioni e per la libertà che ci si respira dentro.

⁓ Ilaria:  WIJI come sai é una community di Surf. Tu che rapporto hai con la Surf Culture ed in generale con gli sport da onda?

⁓ Jack:  Mi sono sempre piaciuti molto, mi é sempre piaciuto il mare e mi ricordo che la prima volta che ho capito cosa fosse il Surf ero a casa con la febbre da piccolo e vidi la videocassetta di "Un mercoledì da leoni" e lì mi si aprì un mondo. Per diverso tempo ho fatto Surf e mi sono sempre diverto molto, arrivando a fare molti viaggi dedicati alla ricerca delle onde. Ho anche avuto il piacere di collaborare con Luca Merli e i ragazzi di "Onde Nostre" che hanno girato il mio primo vero videoclip e per i quali ho realizzato alcuni brani per la colonna sonora del loro film. Più in generale anche se non direttamente legato al Surf, un'esperienza per me indelebile é stato il registrare il mio secondo disco in una sorta di grotta sul mar ligure, vicino a Bogliasco, meta oltretutto di molti surfisti in Italia, che mi ha ispirato per la scrittura di molti pezzi legati al mare.

⁓ Ilaria:  È un concetto stupendo. Il mare ci da tantissime onde e noi dobbiamo in qualche modo ringraziarlo... tu hai trovato il modo giusto.
Noi ti ringraziamo e dopo averti avuto sul palco del WIJI SURF FEST dello scorso anno ti invitiamo ovviamente anche all'edizione 2024 del prossimo Settembre.

⁓ Jack:  Ho suonato anche all'evento di lancio di WIJI. Sono un fan ed un "early believer", per me é una realtà che merita tutto il supporto possibile e sarò senz'altro in prima fila anche all'edizione 2024.

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